Un dentista ha l’obbligo di emettere fattura elettronica?

Un dentista ha l’obbligo di emettere fattura elettronica?

Nel 2021 il dentista ha l’obbligo di emettere fattura elettronica?

Vogliamo fare chiarezza e rispondere a questa domanda per vedere come i dentisti si debbano comportare nel 2021 nei confronti del “Fisco Telematico”.

Non ti teniamo sulle spine. Ti diamo subito la risposta.
NO! Un dentista non ha l’obbligo di emettere fattura elettronica nemmeno nel 2021!

Però non è così semplice. Il 2021 introduce delle novità che sicuramente non semplificano la gestione dello studio.

Andiamo per ordine.

La fatturazione elettronica

Siamo precisi. 

Un dentista non solo non ha l’obbligo di fatturazione elettronica. Non può proprio farlo. Hai il divieto di emettere fattura elettronica!

Stiamo esagerando?  Ti facciamo ripercorrere la lunga storia di articoli e commi così da non avere dubbi.

La storia… in breve

Ti ricorderai forse che nel 1° Gennaio 2019 doveva teoricamente decorrere l’obbligo di fatturazione elettronica di tutti i contribuenti italiani, dentisti inclusi.

Questo obbligo non entrò mai in vigore per le prestazioni che dovevano essere inviate al Sistema Tessera Sanitaria (STS).

Infatti, venne derogato il 23 ottobre del 2018, quando venne pubblicato l’articolo 10-bis del D.L. n. 119/2018, convertito poi dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136.

Questo articolo esonerava dall’obbligo di fatturazione elettronica tutte le prestazioni che dovevano essere inviate al STS.

Perché venne introdotto questo esonero?

Perché si doveva prendere tempo per risolvere l’inconciliabilità delle esigenze di tutela della privacy dei pazienti e le esigenze delle disposizioni fiscali.

 

Infatti, il sistema informatico (ovvero il Sistema di Interscambio), non rispettava le norme della privacy, che vennero giudicate prevalenti sulle disposizioni fiscali. Pertanto si esonerarono le prestazioni sanitarie dall’obbligo di fatturazione elettronica.

In realtà, il solo esonero non fu sufficiente e creò un po’ di confusione. Per questo si passò da un esonero ad un vero e proprio divieto di emettere fattura elettronica per tutto il 2019 con una nuova legge, quella del 30 dicembre 2018, n. 145.

Infine, questo divieto venne esteso anche ai soggetti che non rientrano nell’obbligo di trasmissione dei dati al STS, con riferimento alle fatture relative alle
prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche. 

Questa estensione avvenne con l’art. 9-bis del D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12.

Ovviamente, il divieto era stato imposto solamente per il 2019. 

Si da il caso che il sistema informatico non venne aggiornato e i problemi di privacy non vennero risolti, pertanto il divieto di emettere fattura elettronica venne esteso a tutto il 2020.

Cosa fare nel 2021?

Arriviamo finalmente ai nostri giorni.

Il divieto è stato ulteriormente esteso a tutto il 2021, con la
legge di bilancio del 30 dicembre 2020 n. 178, il cui comma 1105 cita
testualmente:

All’articolo 10-bis del decreto-legge  23 ottobre  2018,  n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018,  n. 136, le parole: «Per i periodi d’imposta 2019 e 2020» sono sostituite dalle seguenti: «Per i periodi d’imposta 2019, 2020 e 2021».

Quindi, per concludere, la legge a cui far riferimento per quanto riguarda il divieto di
emissione di fattura elettronica è quella del 23 ottobre  2018,  n. 119, che si porta dietro anche l’estensione ai soggetti non tenuti alla trasmissione dei dati al STS (estensione formalizzata con l’art. 9-bis del D.L. 14 dicembre 2018, n. 135).

Se ancora non lo avessi capito, un dentista nel 2021 non deve emettere fattura elettronica.

Ricordiamo che il divieto vige anche se:

  • Il paziente si oppone alla trasmissione dei dati della fattura al Sistema TS;
  • fatture “miste”, ovvero fatture che contengono prestazioni sanitarie rese alle persone fisiche e, contestualmente, anche prestazioni diverse

Cosa cambia nel 2021?

C’è però una novità che riguarda tutti i contribuenti esercenti prestazioni sanitarie, dentisti compresi.

Le regole che normano gli obblighi di trasmissione dei dati al STS sono cambiate.

In forza del decreto
MEF 19 ottobre 2021, la trasmissione delle spese sanitarie effettuate a partire
dal 1° gennaio 2021 deve essere fatta:

  • a cadenza mensile, entro la fine del mese successivo alla data del documento fiscale (quindi le spese di gennaio 2021 devono essere trasmesse entro fine febbraio 2021
  • devono essere trasmesse tutte le spese, anche quelle per le quali il contribuente abbia espresso opposizione (in tale caso, l’informazione verrà trasmessa senza indicare il codice fiscale).
  • Bisogna poi aggiungere delle informazioni, ovvero:

     

    1. Tipo di documento fiscale
    2. aliquota ovvero natura IVA della singola operazione;
    3. indicazione dell’esercizio dell’opposizione da parte del cittadino alla messa a disposizione dei dati all’Agenzia delle entrate, ai fini della predisposizione della
      dichiarazione dei redditi precompilata (in tale caso i dati relativi alle spese per le quali il cittadino ha esercitato l’opposizione vengono trasmessi al STS senza l’indicazione del codice fiscale dell’assistito)
 
 

È indubbio che queste nuove modalità di trasmissione saranno più invadenti e peseranno sulla gestione quotidiana dello studio.

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Referenze:

Legge di bilancio del 30 dicembre 2020 n. 178

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