Se non si trovano, quali alternative ci sono alle mascherine ffp2?

Se non si trovano, quali alternative ci sono alle mascherine ffp2?

Nelle indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la fase 2 c’è un capitolo dedicato alle mascherine, ma purtroppo non si parla di alternative.

Si indica come non siano state dimostrate differenze significative tra la mascherina chirurgica e la mascherina ffp2/N95 per le procedure che non generano aerosol.

Invece le mascherine FFP2 sono raccomandate in caso di procedure che generano droplets o aereosol, e sempre in caso di pazienti con sintomi respiratori conclamati e con sospetto di patologia COVID.

Ma cosa fare nel caso in cui le mascherine ffp2 o ffp3 non si dovessero trovare? Quali potrebbero essere alcune alternative in una situazione di scarsità delle mascherine e/o difficoltà di approvvigionamento?

L’America non si lascia trovare impreparata ed affronta nel dettaglio questo scenario. È il CDC (Center for Disease Control and Prevention) stesso che introduce i respiratori elastomerici come valida alternativa alle mascherine ffp2 (N95)

Alternative alle mascherine: i respiratori elastomerici

Il grande vantaggio dei respiratori elastomerici sta nella possibilità di poterli usare ripetutamente, pulire, disinfettare, stoccare e riutilizzarli.

Ne esistono di tantissimi tipi. In particolare, in ambito medicale, quelli più adatti sono senz’altro i respiratori elastomerici a mezza faccia e full face (faccia intera). I respiratori a full face sono ovviamente più efficaci in quanto coprono anche gli occhi e garantiscono una maggior aderenza alla faccia.

Il CDC conferma come i respiratori elastomerici sono una valida alternativa che possono fornire una protezione almeno pari, se non maggiore, alle mascherine N95.

Vediamone le differenze e le similitudini.

Differenze e similitudini tra respiratori elastomerici e mascherine N95

Una differenza da sottolineare è che i respiratori elastomerici sono approvati dal NIOSH ( The National Institute for Occupational Safety and Health), che dal 1972 ha approvato migliaia di respiratori usati nell’industria, dai vigili del fuoco, nell’esercito etc…

Le mascherine chirurgiche N95, che rientrano nella categoria dei FFRs (Filtering Facepiece Respirators), sono invece approvate dal FDA.

I respiratori elastomerici sono dotati di cartucce filtranti sostituibili. Se da un lato è un vantaggio evidente, anche in termini di costi rispetto a mascherine non riutilizzabili, è bene considerare che la possibilità di riutilizzo introduce dei requisiti di manutenzione aggiuntivi per la pulizia, manutenzione e lo stoccaggio.

Sottolineiamo come sia le mascherine N95 che i respiratori elastomerici devono soddisfare i medesimi requisiti imposti dal programma del OSHA, per la sicurezza e salute sul lavoro.   

Respiratori elastomerici a mezza faccia

I respiratori forse più consoni alle procedure che svolge un dentista sono quelli a mezza faccia.

Alcuni esempi di respiratori venduti nel mercato Americano

Il CDC conferma che i respiratori approvati da NIOSH sono tra le più valide alternative alle mascherine N95, soprattutto in situazioni di carenza.
Molte strutture sanitarie in America li utilizzavano ormai da diversi anni e molte hanno iniziato durante queste settimane di pandemia.

La caratteristica principale di questi respiratori è la presenza di un filtro rimovibile, spesso protetto all’interno di una cartuccia.

Filtro rimovibile di un respiratore elastomerico

Solitamente, un respiratore può essere equipaggiati con filtri diversi:

  • filtri 95
  • filtri 99
  • filtri 100
Diversi tipi di filtro di un respiratore elastomerico

Questi filtri proteggono almeno quanto, se non più, delle mascherine N95 FFR e gli N95 FFR chirurgici, tipicamente utilizzati in ambito sanitario.

Oltre al filtro rimovibile, alcuni respiratori elastomerici dispongono di una valvola di esalazione. È bene far presente però che i respiratori con valvole di esalazione non devono essere utilizzati in ambito chirurgico. Queste valvole facilitano la respirazione di chi indossa la maschera, ma rappresentano un rischio per i pazienti.

Copertura della cartuccia e valvola di esalazione di un respiratore elastomerico

Infatti, l’aria esalata esce dalla valvola di esalazione non filtrata con il rischio di contaminare il campo chirurgico.
È bene che un dentista protegga sé stesso ma deve anche tenere a mente che esiste la possibilità che il dentista stesso sia un portatore asintomatico del SARS-CoV-2. Pertanto usare un respiratore elastomerico con valvola di esalazione potrebbe esporre i propri pazienti ad un rischio.

Vantaggi e Svantaggi

Il vantaggio evidente dei respiratori elastomerici è la possibilità di essere riutilizzabili, con la condizione importantissima di seguire un accurato protocollo di pulizia e disinfezione.

Gli svantaggi sono legati probabilmente alla:

  • mancanza di familiarità di questi dispositivi
  • la possibilità che interferiscano con la comunicazione e quando si deve abbassare lo sguardo
  • la necessità di stoccare il dispositivo durante il cambio di turni di lavoro

Quanto è possibile utilizzare un filtro?

Tutt’ora non c’è una indicazione chiara di quando debba essere cambiato un filtro. La cosa migliore è seguire le indicazioni del fabbricante.

In generale, è bene cambiare i filtri quando le cartucce dei filtri stessi diventano sporche o sono danneggiate. Oppure quando diventa più difficoltoso respirare.

Il CDC dice però anche che i filtri, ad eccezione di quelli a disco non protetti, in caso di carenza o emergenza potrebbero essere usati anche per periodi più estesi, se la cartuccia contenente il filtro viene disinfettato dopo ogni interazione con il paziente, a condizione che il disinfettante o il detergente non entrino in contatto con il filtro stesso.

Come disinfettare respiratori elastomerici

L’utilizzare i respiratori elastomerici come alternative alle mascherine non riutilizzabili obbliga ad adottare un protocollo estremamente attento di pulizia e disinfezione.

I filtri, anche quelli rivestiti da una cartuccia, non devono essere immersi in una soluzione detergente, nè di disinfezione, perché ciò potrebbe danneggiare o rendere inefficace il materiale filtrante.

Quando si utilizza una salvietta per la pulizia o la disinfezione della cartuccia esterna, l’utente deve evitare il contatto con il materiale filtrante all’interno della cartuccia.

Sono stati prodotti alcuni studi culle procedure di pulizia dei respiratori elastomerici. Citiamo lo studio di Bessesen et al. (American Journal of Infection Control), utile perché ha sviluppato un protocollo standardizzato di pulizia e disinfezione dei respiratori.
Questo protocollo è risultato essere ancor più efficace delle indicazioni dei fabbricanti, portando a 0% gli errori commessi dagli operatori durante le procedure di pulizia e disinfezione.

Protocol from Disinfection of reusable elastomeric respirators by health care workers: A feasibility study and development of standard operating procedures

Citiamo poi lo studio di Subhash et al, (pubblicato sul Infection Control & Hospital Epidemiology journal), dove hanno testato su 40 respiratori elastomerici riutilizzabili l’efficacia di diversi agenti disinfettanti contro il virus dell’influenza H1N1.

Sono state utilizzate 3 diverse marche di salviette disinfettanti con le seguenti rispettive composizioni:

  • salviette con alcool isopropilico al 70% non è risultato efficace (Webcol; Kendall)
  • salviette con a Cloruro di ammonio quaternario (QAC) e 17.2% di alcool isopropilico (Caviwipe; Metrex Research Corporation)
  • salviette con ipoclorito di sodio e detergente (Dispatch; Caltech Industries)

Lo studio ha dimostrato come le salviette con alcool isopropilico al 70% non abbiano eliminato il virus.

Al contrario e salviette Caviwipe e Dispatch sono state efficaci.

Da specificare però che lo studio non ha testato i disinfettanti sopra citati sugli straps dei respiratori.

Per concludere, e parlando in generale, è buona norma seguire i protocolli consigliati dai fabbricanti, e qualora questo non fossero praticabili, seguire il metodo descritto nello studio di Bessesen et al.

Conclusione

Quindi, ci sono alternative alle mascherine ffp2? Stando a quanto dice il CDC, la risposta è si, e sono i respiratori elastomerici soprattutto in tempi di carenza di mascherine.

Dobbiamo però anche sottolineare che questo articolo non ha lo scopo di consigliare una sostituzione delle mascherine ffp2 e né si assume alcuna responsabilità sulla completezza e correttezza delle informazioni.

Inoltre, l’utilizzo di respiratori elastomerici è assolutamente sconsigliato per i vostri dipendenti. Come datori di lavoro, il dentista è tenuto a seguire le indicazioni dell’Inail e a non utilizzare strumenti alternativi, seppur validati e approvati in altri paesi.

Speriamo che questo articolo vi dia un aiuto in più per affrontare la fase 2.

Il team di Doctoba continuerà a lavorare per fornirvi del contenuto di valore e per aiutarvi ad affrontare la fase 2. Per ciò che vale, vi auguriamo buon lavoro!

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Referenze

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/elastomeric-respirators-strategy/index.html#ftn-01

Bessesen, Mary T., et al. “Disinfection of reusable elastomeric respirators by health care workers: a feasibility study and development of standard operating procedures.” American journal of infection control 43.6 (2015): 629-634.

Subhash, Shobha S., et al. “Effectiveness of common healthcare disinfectants against H1N1 influenza virus on reusable elastomeric respirators.” Infection Control & Hospital Epidemiology 35.7 (2014): 894-897.

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