Protocollo di sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici

Protocollo di sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici

I contagi stanno aumentando e diventa ancor più importante prestare attenzione a tutte le raccomandazioni anti-Covid per uno studio odontoiatrico. Tra queste c’è quella di adottare un protocollo di sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici impeccabile.

Vogliamo quindi spiegare nel modo più semplice possibile quale sia la corretta gestione degli strumenti odontoiatrici e risolvere i vari dubbi che spesso insorgono su questo argomento.

Protocollo di ricondizionamento

Iniziamo con il dire che è più corretto parlare di protocollo di ricondizionamento degli strumenti odontoiatrici. La sterilizzazione è infatti solo uno dei tanti step necessari di un protocollo più ampio.

I dubbi che spesso sorgono nascono dal fatto che non esiste un documento specifico per il settore odontoiatrico. Ciò contribuisce a creare zone d’ombra tra le quali è difficile orientarsi.

Promettiamo però di offrire indicazioni molto affidabili perchè si rifanno in parte alle linee guida ISPESL e in parte dalla norma ISO 17664-1:2017. Queste, pur essendo direttive non specifiche del settore odontoiatrico, sono quelle di riferimento a livello nazionale.

Combinando le norme sopra citate, possiamo elencare gli step del protocollo di ricondizionamento degli strumenti odontoiatrici come segue:

a) raccolta;

b) decontaminazione;

c) lavaggio (manuale e/o automatico);

d) disinfezione

e) risciacquo;

f) asciugatura;

g) controllo e manutenzione;

h) confezionamento;

i) sterilizzazione;

j) immagazzinamento/verifica;

k) trasporto e stoccaggio.

Prima di trattare il protocollo di sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici, che è sicuramente il tema più complesso, vediamo i passaggi precedenti.

Questi sono obbligatori per legge e non possono essere saltati. Spesso si pensa che sia sufficiente sterilizzare.

Facciamo l’esempio di un errore che vediamo spesso negli studi dentistici. Sono largamente diffusi dispositivi che automaticamente lavano e lubrificano gli strumenti rotanti (turbine e contrangoli).
Spesso accade che l’assistente faccia processare lo strumento dal dispositivo automatico di lavaggio/lubrificazione e poi trasferisca lo strumento direttamente alla fase di confezionamento e sterilizzazione.

Questo è un errore!

È stato saltato lo step d), ovvero la disinfezione. Lo strumento rotante deve, per legge, essere sempre prima disinfettato e poi confezionato e sterilizzato.

Fatta questa prima premessa, procediamo con ordine.

a) La raccolta degli strumenti odontoiatrici

La raccolta degli strumenti odontoiatrici deve evitare l’esposizione degli operatori ad agenti biologici. Riportiamo testualmente ciò che viene scritto nelle linee guida ISPESL:

La collocazione deve avvenire in un contenitore rigido senza saldature, munito di manici laterali e griglia estraibile che garantisca la non fuoriuscita dei liquidi in esso contenuti e sia definibile come contenitore di sicurezza ai sensi del menzionato Titolo X del D.Lgs 81/2008 e s.m.i..

Se il materiale necessita di trasferimenti, devono essere utilizzati allo scopo carrelli chiusi adibiti al trasporto di materiale potenzialmente contaminato.

È doveroso sottolineare che il materiale costituito da taglienti monouso, quali bisturi ed aghi, deve essere smaltito in appropriati contenitori che non consentano alcun tipo di esposizione ad agenti biologici (ad esempio quelli realizzati secondo la norma tecnica BS7320:1990). È raccomandabile che la raccolta di tali materiali inizi direttamente sul campo operatorio utilizzando piccoli contenitori sterili adatti al recupero, i quali verranno a loro volta inseriti nei contenitori sopra descritti al fine di ridurre il rischio da punture e/o tagli.

Insomma tutto abbastanza “di buon senso”. Evitare una raccolta improvvisata ma munirsi di contenitori appropriati, chiusi e adatti ai diversi tipi di materiali che possono essere utilizzati durante il trattamento

b) Decontaminazione

La decontaminazione non è altro che una disinfezione da fare prima di qualsiasi azione di lavaggio e/o smontaggio.

Prevede l’immersione dei materiali da trattare, e con essi il contenitore stesso, in disinfettanti chimici.

Come recita il DM 28 settembre 1990, all’art.2, comma 2:
“…i presidi riutilizzabili debbono, dopo l’uso, essere immediatamente immersi in un disinfettante chimico di riconosciuta efficacia nei confronti dell’HIV prima delle operazioni di smontaggio o pulizia da effettuare come preparazione alla sterilizzazione”.

Ovviamente non tutti gli strumenti possono essere immersi in un disinfettante.

Per non sbagliare sarà sufficiente seguire le indicazioni del fabbricante. Quest’ultimo è obbligato per legge a fornire indicazioni sul protocollo di sterilizzazione e di ricondizionamento degli strumenti odontoiatrici che produce.

Tra l’altro esistono apparecchiature, come una macchina lavastrumenti, che possono sostituire completamente la decontaminazione chimica per immersione.

Però la decontaminazione per immersione sarà probabilmente necessaria se gli strumenti richiedono una manipolazione per essere processati.

c) Lavaggio

L’obiettivo del lavaggio e’ evidente: eliminare residui organici o inorganici e i microorganismi per ridurre qualitativamente e quantitativamente la contaminazione microbica e rendere più efficace la sterilizzazione. Può essere di due tipi:

  • Manule (con eventuale supporto del lavaggio a ultrasuoni)
  • Automatico

Il lavaggio manuale è di fatto considerato superato e non consigliato, a meno che particolari caratteristiche del materiale lo impongano.

Il lavaggio ad ultrasuoni è un sostegno al lavaggio manuale, specie quando le sostanze organiche sono solidificate sui materiali.

È particolarmente indicato per tutti quei dispositivi medici delicati (microchirurgia) o che presentano articolazioni e zigrinature. Gli strumenti vanno completamente immersi nella soluzione, aperti o smontati e posti in modo tale che non rimangano zone d’ombra.

Il lavaggio automatico è sicuramente il metodo da preferire. Ancor meglio se fatto da dispositivi che associano all’azione meccanica di detersione un processo di disinfezione termica o chimica.

d) Disinfezione

La disinfezione degli strumenti odontoiatrici, così come di un qualsiasi dispositivi medico, è una delle fasi più importanti. Può avvenire utilizzando prodotti chimici disinfettanti o il calore.

Uno strumento lavato, ma non disinfettato, non può procedere alla fase di confezionamento e poi sterilizzazione.

La disinfezione termica è tra tutti il metodo da preferire, ovviamente per dispositivi medici non termolabili.

La si ottiene ad una determinata temperatura costante per un certo tempo che assicuri l’azione fungicida, battericida e virucida.
Ovviamente la temperatura e il tempo sono due variabili tra loro collegate. All’aumentare della temperatura il tempo di esposizione si riduce.

Per riassumere in un unico indicatore le informazioni di temperatura e tempo da applicare ai dispositivi medici è stato introdotto il concetto di Ao nella normativa UNI EN ISO 15883/1 Allegato A.

I valori di Ao richiesti per i dispositivi medici sono:

  • Ao = 3000 per dispositivi medici critici
  • Ao = 600 per dispositivi medici semi-critici
  • Ao = 60 per dispositivi medici non critici

Per esempio, come riportato dalle tabelle sotto, un dispositivo medico critico ha un valore di Ao=3000. La disinfezione la si raggiungerà con una temperatura di 90°C per 5 minuti, o di 93°C per 2,5 minuti.

Una domanda che spesso viene rivolta è la seguente: gli strumenti odontoiatrici sono critici, semi-critici o non critici?
Qui, fior fior di spiegazioni e interpretazioni potrebbero essere date.

Si sente spesso dire, dipende dal trattamento!
oppure
Dipende se c’era sangue!

o mille altre risposte secondo noi inutili.

La verità è che qualsiasi strumento che entri nella bocca del paziente deve essere considerato come CRITICO e sottoposto a tutte le procedure di disinfezione e di sterilizzazione più stringenti.

e) Risciacquo

Questo step prevede semplicemente un primo risciacquo sotto acqua corrente e poi un secondo con acqua demineralizzata per evitare la corrosione degli strumenti e per garantire l’assenza di macchie.

Apparecchiature per lavaggio-disinfezione-risciacquo

Un vantaggio da non sottovalutare nell’usare apparecchi automatici per lavaggio, disinfezione e risciacquo (e ben vengano apparecchi che eventualmente assicurino anche uno step di sterilizzazione non imbustata), è quello di essere dotati di sistemi di registrazione e stampa.

In questo modo sarà possibile verificare, nonché stampare e archiviare l’esito del ciclo, assicurandone la tracciabilità dello stesso.

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio le procedure mancanti, tra le quali il protocollo corretto per la sterilizzazione degli strumenti (odontoiatrici).

  • Asciugatura
  • Controllo e manutenzione;
  • Confezionamento
  • Sterilizzazione
  • Tracciabilità e verifica
  • Stoccaggio

Referenze

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