Principi della radioprotezione che un dentista deve rispettare

Principi della radioprotezione che un dentista deve rispettare

L’organismo di riferimento che regola i principi fondamentali di radioprotezione che un dentista deve assolutamente rispettare è l’International Commision on Radiolocical Protection (ICRP), istituito nel 1928.

È da questo organismo che sono nati i 3 principi della radioprotezione:

  • Principio di giustificazione
  • Principio di ottimizzazione
  • Limitazione della dose

Le principali normative europee e nazionali hanno sposato questi tre principi e accettato la “filosofia” di limitazione suggerita dall’ICRP.

Ma perché si è giunti a definire 3 principi? Su quali ipotesi sono stati fondati?

Con questo articolo vogliamo darvi una maggior consapevolezza sui 3 principi della radioprotezione che un dentista deve applicare. Capire per esempio perché si è giunti a definire dei principi invece di imporre regole più stringenti.
Capire che ti po di responsabilità ricade sul dentista quando sceglie un’indagine radiodiagnostica.

LA “FILOSOFIA” DI LIMITAZIONE DELL’ICRP

Già nel secondo dopoguerra venne confermato che ogni dose, anche la più piccola, può comportare effetti dannosi. Si osservò infatti una inequivocabile correlazione tra effetti tardivi non reversibili ed una esposizione a bassi dosi.

Quindi, se ogni dose comporta dei rischi, individuare un sistema di limitazione adeguato non è affatto semplice.

Chi può giudicare quale sia un rischio adeguato senza valutare le circostanze specifiche?

Evidentemente, definire dei valori di riferimento non è stato semplice e lo stesso ICRP ha aggiornato i questi valori più volte, fino alla più recente pubblicazione n.60 del 1990, di cui abbiamo già parlato in questo articolo.

Senza scendere nei dettagli tecnici, cerchiamo di capire il modello di analisi utilizzato dall’ ICRP.

IL MODELLO LINEARE SENZA SOGLIA

L’ICRP considera il modello lineare senza soglia, o Linear Non Threshold (LNT), come il miglior approccio pratico per valutare e gestire il rischio derivante dall’esposizione alle radiazioni a bassi dose, adeguato al ‘principio di precauzione’ (UNESCO, 2005).

Questo modello tiene proprio conto di quanto detto prima. Ovvero che ogni dose, anche le più basse, comporteranno dei rischi. Si parla infatti di “rischio senza una soglia minima”.

Questo modello ipotizza una rapporto proporzionale tra dosi di radiazioni maggiori di zero (nell’intervallo relativo alle basse dosi), e l’aumento dell’eccesso di rischio di tumore e/o malattia ereditaria (1).
L’eccesso di rischio (assoluto) è definito come il tasso di incidenza di malattia o mortalità in una popolazione esposta meno il tasso corrispondente di malattia in una popolazione non esposta (1).

ASPETTI BIOLOGICI DELLA RADIOPROTEZIONE

La maggior parte degli effetti negativi sulla salute conseguenti alle esposizioni alle radiazioni può essere raggruppata in due categorie generali:

  • effetti deterministici (reazioni tissutali avverse) dovuti in grande parte alla morte o a disfunzioni delle cellule, conseguenti a esposizione a dosi elevate;
  • effetti stocastici, come, per esempio, neoplasie ed effetti ereditari che possono comportare lo sviluppo di un tumore negli individui esposti a causa della mutazione di cellule somatiche.

Per esempio, l’ICRP classifica come effetti deterministici tutte le reazioni tissutali da esposizione a radiazioni.
Neoplasie ed effetti ereditari sono considerati effetti stocastici.
Altri effetti non sono ancora ben compresi per poterli assegnare univocamente ad una delle due categorie.

Ad ogni modo, nell’intervallo relativo a basse dosi si parla di effetti somatici stocastici. Quindi effetti la cui incidenza è caratterizzata da una relazione dose-probabilità.

I 3 PRINCIPI DELLA RADIOPROTEZIONE

Senza dilungarci ulteriormente, dovrebbe essere ormai chiaro come in virtù del principio che ogni esposizione a radiazioni comporta dei rischi, i quali producono effetti biologici/somatici di natura probabilistica, non è possibile introdurre delle soglie quantitative univoche.

Si è quindi scelto di introdurre 3 principi che sono i seguenti:

  • Principio di giustificazione
  • Principio di ottimizzazione
  • Principio di applicazione dei limitazione di dose

Principio di giustificazione

Qualsiasi decisione che cambi la situazione di esposizione alle radiazioni dovrebbe produrre più beneficio che danno.

Principio di ottimizzazione della protezione

La probabilità di incorrere in esposizioni, il numero di persone esposte e l’entità delle loro dosi individuali dovrebbero essere tenute tanto basse quanto ragionevolmente ottenibile, in considerazione dei fattori economici e sociali.

In altre parole il livello di protezione deve essere il migliore ottenibile nelle circostanze considerate, proprio per massimizzare i benefici rispetto ai danni.

Principio di applicazione dei limitazione di dose

La dose di esposizione ad ogni individuo da sorgenti regolamentate in situazioni di esposizione programmata non dovrebbe superare i limiti raccomandati dalla Commissione. Fanno eccezione le sole esposizione mediche di pazienti.

I limiti di dose li abbiamo in dettaglio trattati in questo articolo.

RESPONSABILITÀ DEL DENTISTA

L’esposizione per ragioni mediche non vede applicato il terzo principio della limitazione della dose.
Questo tipo di esposizione non è infatti “programmata”, ma è un’esposizione intenzionale a beneficio del paziente stesso.

In medicina la dose è determinata dalle necessità cliniche e sarebbe sbagliato imporre dei limiti che inevitabilmente non terrebbero conto delle circostanze. Per questo si applicano con particolare enfasi i primi 2 principi, ovvero quello di giustificazione e ottimizzazione.

La responsabilità di applicare il principio di giustificazione ricade sul dentista, il quale deve valutare 3 livelli:

  1. Che la dose produca un beneficio netto per il paziente
  2. Che ogni procedura sia definita e giustificata con un obiettivo ben specifico (questa giustificazione è competenza delle organizzazioni professionali nazionali e internazionali)
  3. Che ci sia una verifica precedente affinché le informazioni richieste non siano già disponibili e che l’esame preposto sia il metodo migliore per fornire le informazioni cliniche richieste

In virtù del principio di ottimizzazione della protezione un dentista dovrebbe allinearsi alle procedure e ai valori di riferimento scelti dalle organizzazioni professionali.

Abbiamo per esempio trattato le linee guida pubblicate dal Ministero della Salute per poter gestire la dose in diagnosi radiologiche su pazienti pediatrici.

Speriamo che questo articolo sia utile a ciascun dentista per capire meglio i principi della radioprotezione.
Se vi è piaciuto condividetelo e fatecelo sapere nei commenti!

Referenze

1) Traduzione della ICRP Publication 103 “ The 2007 Recommendations of the International Commission on Radiological Protection” Annals of the ICRP Volume 37/2-4, 2008

2) Opuscolo IRP

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