Oltre a un’autoclave cosa garantisce una corretta sterilizzazione?

Oltre a un’autoclave cosa garantisce una corretta sterilizzazione?

Un’autoclave è indispensabile a garantire una corretta sterilizzazione dei propri dispositivi medici. Una volta acquistata è necessario che si rispettino tutte le procedure di convalida del processo di sterilizzazione.

Per garantire però una protezione da contaminazione incrociata non è sufficiente il solo utilizzo di un’autoclave. Un altro tassello fondamentale è garantire i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per ottemperare ad un corretto servizio di sterilizzazione. Infatti, le attività di sterilizzazione devono avvenire in ambienti idonei, con determinate caratteristiche tecnologiche e strutturali.

Decreto D.P.R. del 14 gennaio 1997 n.37

Il Decreto che norma questi aspetti è il D.P.R. del 14 gennaio 1997 n.37. Per un dentista può essere un decreto di difficile interpretazione e ottemperanza, perché si rivolge direttamente a ospedali di piccole o grandi/medie dimensioni.

Alcuni aspetti potrebbero quindi sembrare non conformi alla realtà di uno studio odontoiatrico. In realtà, come viene scritto nelle linee guida ISPESL, sarà il Responsabile Sanitario dello studio che avrà l’onere di implementare le disposizioni che ritiene necessarie.

Il Responsabile Sanitario, in base alle vigenti direttive, leggi e norme tecniche e ad un’attenta analisi dei rischi, avrà il compito di garantire la prevenzione da contaminazione biologica, garantendo la sterilità dei prodotti utilizzati e adottando le caratteristiche necessarie per perseguire tale obiettivo.

Requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi del servizio di sterilizzazione

Prima regola è che il servizio di sterilizzazione deve prevedere spazi articolati in zone nettamente separate di cui una destinata al ricevimento, lavaggio e confezionamento dei materiali, una alla sterilizzazione e, infine, una al deposito e alla distribuzione dei materiali sterilizzati.

Il percorso deve essere progressivo dalla zona sporca a quella pulita.

In ogni struttura, deve essere garantita l’attività di sterilizzazione in rapporto alle esigenze specifiche delle attività svolte.

Requisiti minimi strutturali

I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia e al volume delle attività erogate. La dotazione minima di ambienti per il servizio di sterilizzazione è la seguente:

  • locali per ricezione, cernita, pulizia e preparazione;
  • zona per la sterilizzazione;
  • filtro per il personale, preliminare all’accesso al deposito dei materiali sterili;
  • locale per il deposito di materiale sterile;
  • locale deposito per materiale sporco;
  • servizi igienici del personale.

Requisiti minimi impiantistici

Il servizio di sterilizzazione deve essere dotato di condizionamento ambientale che assicuri le seguenti caratteristiche igrometriche:

  • temperatura interna invernale e estiva: 20-27 °C;
  • umidità relativa estiva e invernale: 40-60%;
  • n. ricambi aria esterna /ora: 15 v/h.

È inoltre prevista la seguente dotazione minima impiantistica:

  • impianto illuminazione di emergenza;
  • impianto di aria compressa.

Requisiti minimi tecnologici

Dotazione minima tecnologica del Servizio di Sterilizzazione:

  • apparecchiatura di sterilizzazione;
  • apparecchiatura per il lavaggio del materiale da sottoporre a sterilizzazione;
  • bancone con lavello resistente agli acidi ed alcalini;
  • pavimenti antisdrucciolo nelle zone sporche con adeguate pendenze in modo da garantire i necessari scarichi.

Ricordiamo che diverse linee guida, consigliano come apparecchiatura di sterilizzazione un’autoclave a vapore

Requisiti minimi organizzativi

Ogni servizio di sterilizzazione deve prevedere i seguenti requisiti organizzativi:

  • la dotazione organica del personale addetto deve essere rapportata al volume delle attività e, comunque, si deve prevedere all’interno dell’équipe almeno un infermiere professionale.

In conclusione, invitiamo i lettori ad esaminare il decreto nella sua interezza, per esaminare non solo i requisiti del servizio di sterilizzazione, ma tutto ciò che è necessario per l’esercizio di attività sanitarie.

Se non avete ancora letto gli articoli riguardanti la sterilizzazione e la convalida della medesima, trovate rispettivamente qui il primo articolo e qui il secondo.

Nei prossimi articoli spiegheremo nel dettaglio il processo completo di ricondizionamento per dispositivi medici. Abbiamo già sottolineato come l’utilizzo di un’autoclave per la sterilizzazione sia, infatti, solamente uno step di un processo più ampio.

Speriamo che queste informazioni siano state utili. Registratevi alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornati appena esce un nuovo articolo!

Referenze:

D.P.R. del 14 gennaio 1997 n.37

Linee guida sull’attività di sterilizzazione quale protezione collettiva da agenti biologici per l’operatore nelle strutture sanitarie (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)

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