Indagini radiologiche da fare in caso di trasposizione dentale

Indagini radiologiche da fare in caso di trasposizione dentale

Una ortopanoramica, una radiografia endorale o una Cone Beam? Quali indagini radiologiche sono raccomandate in caso di trasposizione dentale?

Trattiamo in questo articolo le linee guida ministeriali per le indagini radiologiche in età evolutiva, nel caso di una sospetta trasposizione dentale.

Cos’è una trasposizione dentale?

È un’anomalia di eruzione relativamente rara, che si manifesta con lo scambio di posizione di due denti permanenti.

Nella maggior parte dei casi lo scambio è tra canino e denti adiacenti. La trasposizione può essere completa quando coinvolge tutto il dente (corona e radice) ed incompleta quando coinvolge solo la corona.

Il ministero della salute ha tracciato delle linee guida molto precise per eseguire diagnosi radiologiche in caso di anomalie dentarie.

In questo articolo abbiamo già trattato il caso dell’inclusione dentaria.

Vediamo ora quali diagnosi radiologiche sono raccomandate in caso di sospetta trasposizione dentale

Raccomandazione 1 (Forza della raccomandazione A)

In caso di sospetta trasposizione dentale, l’indagine radiologica di I livello deve essere eseguita non prima dei 6 anni.

La decisione di richiedere un esame radiografico deve essere sempre ponderata al costo/beneficio dell’indagine e alla storia anamnestica del paziente. In altre parole deve sempre rispettare i principi di radioprotezione.

In ogni caso, solo dai 6 anni le gemme dentali dei permanenti (escluse quelle dei III molari) sono visibili all’ortopantomografia

Raccomandazione 2 (Forza della raccomandazione A)

Photo by Cedric Fauntleroy from Pexels

In caso di sospetta trasposizione dentale, l’indagine radiologica di I livello indicata è l’ortopantomografia, che può essere uno strumento sufficiente nella pianificazione del trattamento.

L’ortopantomografia, rispetto ad un’indagine endorale, risulta l’indagine più indicata perché permette di mostrare su un’unica immagine bidimensionale entrambi i mascellari.

Le linee guida ministeriali invece non ammettono un’indagine 3D come indagine di I livello.

Ciò è dovuto al fatto che l’evidenza scientifica non ha rilevato un vantaggio concreto nell’utilizzo di una radiografia tridimensionale come prima indagine. Si sottoporrebbe il paziente a dosi maggiori senza una reale giustificazione diagnostica.

L’utilizzo di un Cone Beam è ammesso nel caso in cui una indagine di I livello non fornisca le informazioni adeguate o ci si trovi in presenza di ulteriori anomalie come indicato nella raccomandazione successiva.

Raccomandazione 3 (Forza della raccomandazione A)

La CBCT è una metodica di imaging utile nella valutazione di trasposizioni dentali associate ad inclusione dentale

Il ministero della salute indica come appropriato l’utilizzo di un’indagine 3D nel caso di una trasposizione dentale (completa o incompleta) associata ad inclusione di uno od entrambi i denti trasposti.

Infatti l’utilizzo di un Cone Beam può permettere una più accurata valutazione della sede e dell’inclinazione dei denti/gemme coinvolti dall’anomalia, così come dei rapporti tra denti trasposti e delle strutture adiacenti (es. rimodellamento delle limitanti ossee, riassorbimento radicolare esterno, ecc.).

Un’indagine radiologica tridimensionale permette anche di valutare meglio la presenza di lesioni associate alla trasposizione dentale.

Raccomandazione 4 (Forza della raccomandazione B)

La radiografia endorale periapicale può essere utilizzata nelle trasposizioni dentali

Seppur l’ortopanoramica è generalmente la diagnosi preferita, ciò non toglie la possibilità di eseguire una radiografia periapicale.

Se da un lato una radiografia endorale offre una limitata visione anatomica, dall’altro può avere un ruolo nella valutazione della sede dei denti/gemme coinvolti dall’anomalia, del grado di sviluppo dei denti trasposti e dei loro rapporti con le strutture e i denti adiacenti.

Con questo articolo abbiamo messo in evidenza le linee ministeriali per una delle possibili anomalie che possono colpire pazienti in età pediatrica.

Nel prossimo articolo tratteremo i casi di anomalie dentarie di numero e vedremo quali sono le indicazioni radiodiagnostiche in quel caso.

Speriamo che questo articolo sia stato utile.
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Referenze:

Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva: http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2690

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