Il più utile tra gli strumenti di un dentista durante la fase 2? Si chiama Aerosolvex ed è tutto Italiano!

Il più utile tra gli strumenti di un dentista durante la fase 2? Si chiama Aerosolvex ed è tutto Italiano!

Sappiamo che il SARS-CoV-2 ha cambiato il modo di lavorare di un dentista e ha cambiato anche gli strumenti di cui un dentista ha bisogno.

Oltre agli aspirasaliva, alle dige di gomma e ad altri strumenti, un dentista deve oggi porre particolare attenzione all’aerosol e ai droplets emessi durante il trattamento.

Sempre con l’obiettivo di dare consigli molto pratici durante la fase 2, Doctoba ha parlato con i tre dentisti che hanno inventato un dispositivo che si candida ad essere uno tra gli strumenti più utili di cui un dentista potrà avere bisogno in questa era post Covid-19.

Il dispositivo si chiama Aerosolvex, creato da Marco, Giovanni e Alberto ed è la soluzione per ridurre drasticamente l’emissione di droplets, micro droplets e aerosol che fuoriescono dalle vie aeree di pazienti.

Quindi, oltre ad un aspirasaliva, esiste ora per un dentista Aerosolvex, che permette di aspirare l’aerosol!

Non perdiamoci in chiacchiere…. Ecco a voi l’intervista al Dott. Marco Brancato, dello studio Cucinotta e Brancato di Genova e uno dei tre fondatori di Aerosolvex.

Marco, a cosa serve Aerosolvex?

Fondamentalmente limita drasticamente, in maniera pulita, confortevole e pratica, la diffusine di aerosol, droplets e micro droplets emessi durante le procedure odontoiatriche sia per effetto degli strumenti rotanti e ultrasonici, sia per effetto della semplice respirazione oro-nasale.

Tra i vari strumenti che un dentista ha a disposizione, Aerosolvex previene la diffusione dalla bocca stessa del paziente, mirando alla radice del problema.

Come è nato il progetto Aerosolvex?

Il progetto Aerosolvex nasce in un momento di necessità, dalla volontà di tre amici prima che colleghi, di trovare una soluzione ad un problema nuovo, impensabile fino a qualche tempo prima, che aiutasse anche gli altri dentisti ed igienisti a superare le difficoltà legate al SARS-CoV-2.

Dopo lo scoppio di questa pandemia abbiamo pensato, come credo tutti, “nulla sarà più come prima”.

Ci sono però aspetti della nostra professione che non possono e non devono essere stravolti, come per esempio la necessità di continuare a promuovere la prevenzione senza l’obbligo di aumentare le tariffe che già sono viste come esose dai nostri pazienti.

Come avete sviluppato Aerosolvex in così poco tempo?

Abbiamo iniziato con dei semplici schizzi su carta, dando ognuno il proprio contributo di immaginazione, per poi passare a fare qualche esperimento con la plastilina sul volto, grazie all’encomiabile contributo della moglie e dei figli di Alberto.

Siamo poi giunti alla progettazione 3D eseguita da professionisti che non hanno dormito per lunghe notti impegnati a rivedere continuamente forme e geometrie.
Dovevamo soddisfare le nostre esigenze, sia in termini di performance che di ergonomia (aggiungere millimetri, correggere le tolleranze, trovare i materiali adatti, stampare le prove).

Oltre a questo, abbiamo avuto bisogno dell’aiuto da altre figure che sono state fondamentali per noi per preparare sito, documenti, loghi, convocare assemblee straordinarie della nostra società, rispondere a mail, far quadrare tutto.

Le nostre famiglie sono state prontissime a supportarci, capendo il momento e lasciandoci lavorare anche le notti prima e dopo eventi felicemente sconvolgenti come una nascita.

Sì, perché il 7 Maggio per noi è stata la data della reale nascita di Aerosolvex, ma l’8 Maggio è nata Nina.

Mentre Giovanni lavorava da una parte, la sua compagna Marta non era da meno su un altro fronte.

Poi tanto altro che magari adesso non ci viene neanche in mente per quanto lavoro abbiamo portato avanti in queste settimane.

Insomma, Aerosolvex è un device nato dall’impegno straordinario di un gruppo di persone straordinarie.

Quali sono state le vostre priorità durante lo sviluppo?

Dovevamo aggiungere ai nostri strumenti da dentista un nuovo dispositivo economico, efficace, pratico ma anche bello da vedere.

I costi dei DPI sono schizzati per pure logiche di domanda/offerta. Noi professionisti non possiamo permetterci e non vogliamo ragionare allo stesso modo. Non siamo aziende. E allora si fa lavorare la testa e davanti ad un problema si pensa fuori dagli schemi e si trova la soluzione, passando dall’idea embrionale, fino alla sua realizzazione.

Era importante sviluppare qualcosa che non sconvolgesse le nostre abitudini lavorative, non richiedesse modifiche strutturali e fosse appunto accessibile a tutti.

È così nato Aerosolvex, un dispositivo da affiancare all’aspirasaliva del dentista, confortevole, certificato e dal design accattivante, che si appoggia semplicemente al viso del paziente.

Aerosolvex dà l’impressione che avete dato molta attenzione al design.

È esattamente così. Chi pensa che il design non sia importante dovrebbe riflettere sul fatto che anche i nostri pazienti, come noi, sono stati traumatizzati da questa situazione.

Pensare di presentarsi bardati come astronauti, utilizzare strumenti odontoiatrici che non aiutano a farli rilassare, sparargli davanti schermi che sembrano parabole satellitari aspiranti e rumorose potrebbe aumentare in loro l’apprensione ed il disagio in occasione degli appuntamenti in studio.

Aerosolvex è così bello che lo si potrebbe appoggiare in soggiorno su una mensola e lo si potrebbe tranquillamente scambiare per una scultura di arte moderna.

Ben vengano il design e l’eleganza di uno strumento che arriva per risolvere un problema e che rimarrà per aiutare ad essere più performanti nelle nostre prestazioni.

Quali sono i punti di forza di Aerosolvex?

I punti di forza di Aerosolvex sono molteplici: dall’aspirazione ad anello, alla scomponibilità del sistema, alla possibilità di essere sterilizzato in autoclave, alla versatilità legata alle diverse misure e modelli, alla semplicità di utilizzo, che non prevede modifiche al riunito, e tanto altro che si potrà scoprire usandolo.

Certamente lo si potrà migliorare. Essendo un prodotto a km0 saremo noi stessi a rispondere direttamente a chiunque abbia bisogno di info su aspetti tecnici o sia semplicemente curioso di sapere qualcosa in più.

Ogni suggerimento sarà per noi fonte di ispirazione e stimolo per rendere Aerosolvex sempre più performante.

Rimane solo da dirci dove è possibile acquistarlo

Non solo potete acquistarlo sul sito di Aerosolvex, ma potere scaricare anche il file STL. Saremo pronti a supportarvi così come siamo stati celeri a dare forma alla nostra idea.

Grazie Marco!

 

Questo articolo si aggiunge ad una lista di articoli che Doctoba continua a pubblicare per dare consigli pratici ai dentisti per la fase 2. Se non li avete ancora visti, potete trovarli qui.

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