Diagnosi radiologiche da fare in caso di inclusione dentaria

Diagnosi radiologiche da fare in caso di inclusione dentaria

Quali diagnosi radiologiche dovrebbero essere eseguite in presenza di inclusione dentaria?

Rispondiamo a questa domanda continuando la nostra serie di articoli tratti dalle linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva.

Inclusione Dentaria

L’inclusione dentaria è un’anomalia caratterizzata dalla non corretta comparsa di un dente nella cavità orale entro il normale periodo di crescita. Un dente incluso può essere definito anche come un dente parzialmente erotto, o non erotto in arcata, e che mostra caratteristiche cliniche, anatomiche e radiologiche che rendono improbabile la sua corretta eruzione.

L’inclusione dentaria non soltanto è un problema frequente, ma avviene con una incidenza che sembra stia aumentando.

I denti della normale dentizione permanente, più spesso inclusi, sono, in ordine di frequenza:

  • i terzi molari
  • i canini superiori
  • i premolari
  • gli incisivi centrali superiori

In Europa l’inclusione dei terzi molari si osserva in più del 70% dei giovani adulti e l’estrazione dei III molari è l’intervento più frequente in chirurgia orale.

Possibili cause

Le possibili cause di inclusione dentaria sono rappresentate da mancanza di spazio, anomalie di posizione, denti soprannumerari, persistenza di denti decidui, cisti/tumori odontogeni, traumi e malattie sistemiche; tra le cause elencate, le prime due sono quelle più frequenti.

Vediamo ora che tipo di diagnosi radiologiche sono consigliate in caso di inclusione dentaria adottando il medesimo criterio di valutazione del Ministero della Salute, spiegato in questo articolo.

Raccomandazione 1 (Forza della raccomandazione A)

In caso di sospetta inclusione dentaria, l’indagine radiologica di I livello deve essere eseguita non prima dei 6 anni.

A 6 anni le gemme dentali dei permanenti, escluse quelle dei III molari, sono visibili all’ortopantomografia (indagine radiografica di I livello).

Tuttavia, la decisione di richiedere un esame radiografico per sospetta inclusione dentaria deve essere presa considerando la storia anamnestica del paziente, i segni e sintomi clinici del paziente ed il rischio/beneficio di esporre il paziente ad un’indagine radiologica potenzialmente dannosa.

Raccomandazione 2 (Forza della raccomandazione A)

In caso di sospetta inclusione dentaria, l’ortopantomografia rappresenta il primo esame diagnostico.

L’ortopantomografia risulta la metodica di imaging consigliata.

L’utilizzo della CBCT come esame diagnostico iniziale non è ancora supportato dall’evidenza clinica e dovrebbe essere limitato ai casi in cui una indagine di I livello non fornisca informazioni adeguate.

Raccomandazione 3 (Forza della raccomandazione A)

Le indagini radiografiche di I livello sono uno strumento efficace nel definire il rischio di lesione del nervo alveolare inferiore e, nei casi non critici, possono essere ritenute sufficienti nella pianificazione del trattamento dell’estrazione di un III molare inferiore.

Qui viene trattato il caso specifico dell’estrazione del III molare inferiore che è una delle anomalie più diffuse.

Il documento sottolinea che nel caso in cui le indagini radiografiche di I livello escludano la possibilità di un contatto tra III molare inferiore e il canale mandibolare, una radiografia 2D può essere ritenuta sufficiente nella pianificazione del trattamento di estrazione, senza sottoporre il paziente ad una immagine 3D.

Raccomandazione 4 (Forza della raccomandazione A)

L’ortopantomografia nella valutazione dell’inclusione dei III molari superiori può essere uno strumento sufficiente nella pianificazione del trattamento.

Cosi come nel caso di III molari inferiori, anche per i III molari superiori la radiografia 2D può essere ritenuta sufficiente, solo però nei casi in cui l’ortopantomografia fornisca adeguate informazioni riguardo alla posizione del dente incluso ed ai suoi rapporti con le strutture anatomiche adiacenti, in particolare con il pavimento del seno mascellare.

Raccomandazione 5 (Forza della raccomandazione A)

Le indagini radiografiche di I livello non sono ritenute metodiche di imaging adeguate per l’identificazione e caratterizzazione del riassorbimento radicolare esterno.

In presenza di una inclusione dentaria con sospetto riassorbimento radicolare esterno, è indicato lo studio mediante imaging 3D CBCT per poter pianificare adeguatamente il trattamento e conoscere la precisa localizzazione e i rapporti con le strutture adiacenti

Raccomandazione 6 (Forza della raccomandazione B)

La radiografia endorale periapicale può essere utilizzata nelle inclusioni dentarie della regione incisiva-canina superiore.

La radiografia endorale fornisce una visione anatomica piuttosto limitata, però può essere sufficiente nelle inclusioni dentarie della regione incisiva e canina superiore, permettendo di valutare pienamente la posizione dei denti e dei rapporti con le strutture adiacenti.

Raccomandazione 7 (Forza della raccomandazione A)

La CBCT è una metodica di imaging indispensabile nella valutazione dei rapporti tra terzi molari inferiori, canale mandibolare e le strutture anatomiche circostanti, così come per la valutazione dei rapporti tra terzi molari superiori e pavimento del seno mascellare.

Nel caso in cui una ortopantomografia ipotizzi un contatto tra le radici dei terzi molari inferiori e il canale mandibolare, una immagine 3D CBCT è il tipo di analisi indicato per la valutazione del trattamento.

Allo stesso modo, nel caso in cui una ortopantomografia ipotizzi un contatto tra le radici dei terzi molari superiori e il pavimento del seno mascellare, una immagine 3D CBCT è il tipo di analisi indicato per la valutazione del trattamento.

La diagnosi deve essere sempre svolta in base al principio di ALARA.   

In conclusione, vediamo come diagnosi radiologiche di I livello sono spesso sufficienti in presenza di inclusione dentaria.

Per situazioni più complesse che coinvolgono i terzi molari inferiori e superiori un’indagine 3D è l’esame consigliato.

Nel prossimo articolo tratteremo i casi di trasposizioni dentali, così come riportato dal documento del Ministero della Salute.

Referenze:

Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva: http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2690

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