Diagnosi radiologiche in caso di denti soprannumerari

Diagnosi radiologiche in caso di denti soprannumerari

In questo articolo vediamo quali indagini radiologiche sono indicate dal Ministero della Salute quando ci si trova a trattare pazienti in età pediatrica non solo con denti soprannumerari ma, più in generale, affetti da anomalie dentarie di numero.

Abbiamo già parlato di altre anomalie dentarie, come il caso delle trasposizioni dentali e inclusioni dentarie.

Abbiamo anche già spiegato come queste raccomandazioni siano seguite da un indicatore della “forza” della raccomandazione stessa. Questo indicatore permette di capire quanto sia solida la base scientifica sulla quale la raccomandazione stessa si fonda.

Ora ci concentriamo sulle anomalie dentarie di numero che possono essere sia per eccesso ma anche per difetto.

Non sono patologie così frequenti.

La presenza di elementi soprannumerari nelle arcate dentali si può manifestare raramente in
dentatura decidua (0,3-1,7%) e in dentatura permanente (0,2-3.6%). Più frequentemente si posizionano a livello della porzione anteriore del mascellare superiore.

Ovviamente generano disturbi eruttivi, pertanto intercettare precocemente questa problematica è molto importante per favorire una permuta fisiologica.

L’osservazione clinica che deve fare sospettare la presenza di elementi soprannumerari è la non simmetrica permuta degli elementi dentali delle arcate dentali.

Il Ministero lascia una sola raccomandazione per diagnosticare anomalie dentarie di numero, come appunto il caso di denti soprannumerari.

Raccomandazione 1: Utilizzo della ortopantomografia

La raccomandazione del ministero della Salute ha forza di tipo A. Si basa quindi su solide evidenze scientifiche e recita:

Nel sospetto di anomalie di numero degli elementi dentari, si consiglia una indagine radiologica di I livello dopo i 6 anni di età; l’ortopantomografia rappresenta la metodica di imaging radiologico bidimensionale (2D) indicata.

La raccomandazione non lascia spazio a molte interpretazioni.

L’ortopantomografia è lo strumento radiodiagnostico da utilizzare in quanto, rispetto ad una indagine endorale, permette di mostrare su un’unica immagine bidimensionale entrambi i mascellari.

Sono sempre ovviamente validi i principi di radioprotezione.
La decisione di sottoporre un paziente ad un’indagine radiologica (o più indagini radiologiche) è sempre del medico curante, il quale si deve attenere al principio di giustificazione valutando la storia anamnestica e i sintomi clinici del paziente.

Cosa possiamo dire nel caso di indagini 3D?

È vietato l’utilizzo di un Cone Beam?

Anche in virtù di quanto scritto sopra, la raccomandazione non vieta la possibilità di indagini di altro tipo.
Però, il fatto che non esista evidenza scientifica che supporti il CBCT, suggerisce che indagini 3D debbano essere limitate solo nel caso in cui una indagine di I livello non fornisca le informazioni adeguate.

Ma è il Ministero della Salute stesso che testimonia la superiorità di un’indagine 3D nel valutare la sede e la posizione dell’elemento o degli elementi soprannumerari, i rapporti dei medesimi con i denti e le strutture adiacenti e l’eventuale presenza di lesioni associate.

Sottolinea, infatti, come l’utilizzo di radiografici 3D fornisca un ausilio indispensabile per stabilire la corretta strategia chirurgica e il grado di difficoltà della stessa.

Però, ad oggi, l’uso della CBCT deve essere considerato un esame diagnostico di II livello, al fine di stabilire e pianificare una corretta strategia chirurgica.

Nel prossimo articolo tratteremo i casi di anomalie di forma e di struttura.

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Referenze:

Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva

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