Come calcolare il profitto (reale) di un trattamento odontoiatrico

Come calcolare il profitto (reale) di un trattamento odontoiatrico

Come calcolare esattamente il profitto reale da ogni trattamento odontoiatrico? La risposta a questa  domanda non è purtroppo scontata. Spesso mi sono trovato a parlare con dentisti che non sapevano effettivamente quanto fosse il profitto che generano da ciascun trattamento.

Una volta svelato l’arcano, il commento più comune era: “veramente guadagno così poco?” “Forse devo aumentare il prezzo…” 

Vediamo quindi come calcolare il profitto reale di un trattamento odontoiatrico.

Nel conto economico, l’indicatore del margine di una impresa derivante dalle prestazioni operative si definisce EBIT (Earnings before Interest & Tax). L’EBIT ci dà il risultato operativo prima della deduzione degli oneri finanziari e delle imposte.

Quello che andremo a fare è semplicemente calcolare l’EBIT di un singolo trattamento, sul quale poi dovranno essere applicate le tasse per sapere quanto effettivamente guadagniamo.

EBIT di un trattamento

L’EBIT non è altro che:  

EBIT= Prezzo del trattamento – Costi del trattamento

Costi del trattamento

Particolare attenzione va riposta sui costi del trattamento, ed essere sicuri che includiamo tutte le voci del caso.

I costi del trattamento possono essere di 2 tipi:

  1. Costi fissi: sono i costi che vengono sostenuti a prescindere, ovvero quei costi che si pagano anche se lo studio fosse perennemente chiuso. Questi costi vengono tutti inglobati dal costo orario dello studio dentistico.
    Quindi calcolando il costo orario conosciamo immediatamente i costi fissi.
    Abbiamo già spiegato come calcolarle il costo orario in questo articolo

  2. Costi variabili: sono tutti i costi che dipendono dal trattamento, ovvero quei costi che non si sosterrebbero se il trattamento non venisse effettuato. I costi variabili sono di 3 tipi
    1. Costo del laboratorio
    2. Costo dei materiali
    3. Costo dell’operatore che effettua il trattamento: come costo operatore possiamo considerare il compenso del dentista o igienista nel caso fosse un professionista esterno.
      Nel caso in cui l’operatore fosse il titolare dello studio, questo non percepirebbe nell’immediato un compenso. Ciò non vuol dire che il compenso non esista. Semplicemente si manifesterà in altri modi.
      E’ quindi necessario riconoscere un compenso “virtuale” che il titolare si assegna a seconda della prestazione considerata.
      Un modo per averne una stima accettabile potrebbe essere quello di applicare un compenso pari al 30% o 40% dell’incasso della prestazione. L’incasso non è altro che quanto paga il paziente meno i costi di materiale e di laboratorio.

Prendiamo come esempio un Intarsio Dentale

  1. Prezzo al paziente: 450€ (iva inclusa)
  2. Costi fissi: ipotizziamo un costo orario a poltrona di 65€.
    Ipotizziamo anche che il tempo per svolgere il trattamento, considerando non solo il trattamento effettivo ma anche tutte le attività di contorno funzionai al trattamento, impieghi un totale 2h di lavoro.
    I costi fissi totali sono quindi: 65€*2h=130€
  3. Costi variabili:
    • Materiale: 30€
    • Laboratorio 130€
    • Operatore:  40%*(450€-30€-230€)=116 €

EBIT = 450€ – 130€ – 30€ – 130€ – 116€ = 44,00 €

44€ è il margine lordo al quale andranno poi applicate le tasse.

Ecco calcolato il profitto reale del trattamento odontoiatrico. 

Se pensi che questo articolo sia stato utile faccelo sapere nei commenti!

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