Diagnosi per anomalie dentarie di forma e struttura

Diagnosi per anomalie dentarie di forma e struttura

Quali indicazioni offre il Ministero della Salute per l’utilizzo della diagnostica radiologica per pazienti in età pediatrica di fronte a anomalie dentarie di forma e di struttura?

Ci sono 3 raccomandazioni del ministero che vogliamo ripercorrere in questo articolo.

Anomalie di forma

Le anomalie di forma e di struttura dentarie sono condizioni rare, che si possono determinare per varie ragioni.

Ad esempio ci possono essere anomalie della morfogenesi, possono manifestarsi a seguito di eventi traumatici, infezioni, danni da radiazioni, agenti chemioterapici o da alterazioni congenite.

Le anomalie di forma/dimensioni sono rappresentate da:

  • Macrodonzia, ovvero presenza di denti anormalmente grandi

  • Microdonzia, ovvero presenza di denti anormalmente piccoli

  • Taurodontismo, caratterizzato da un allungamento della camera pulpare con corona ampia e dislocazione apicale della biforcazione o triforcazione radicolare.

  • Dilacerazione, con cui si definisce la presenza di una netta curvatura della radice di un elemento dentario rispetto alla corona.

  • Dens in dente (dens invaginatum) che interessa soprattutto gli incisivi laterali superiori e deriva dalla introflessione e conseguente sviluppo di parte di un elemento dentario all’interno di un altro dente.

  • Fusione di due germi permanenti contigui che determinano la formazione di elementi dentari con camere pulpari separate e uniti a livello della corona

  • Geminazione di due germi permanenti contigui che  determinano la formazione di elementi dentari con camera pulpare unica.

  • Concrescenza dentale è rappresentata dall’unione di due elementi dentari contigui solo a livello radicolare.

 

Anomalie di struttura

Le anomalie dentarie di struttura sono condizioni rare, caratterizzate da displasia dei tessuti duri dentari.

Possono essere determinate da condizioni ereditarie (displasia dentinale di tipo I e II, dentinogenesis imperfecta, amelogenesis imperfecta).

Possono anche essere secondarie a gravi carenze vitaminiche o nutrizionali o a malattie infettive occorse durante la gravidanza, il periodo neonatale o i primi anni di vita.

Raccomandazione 1: indagini radiologiche solo dopo i 6 anni di età

La prima raccomandazione, di forza A, raccomanda di non eseguire indagini radiologiche prima dei 6 anni.

In caso di sospetto di anomalia di forma o struttura dentaria, un’indagine radiologica di I livello va eseguita dopo i 6 anni di età.

Come sempre, la decisione di sottoporre un paziente ad un’indagine radiologica potenzialmente dannosa deve sempre essere presa considerando il principio di giustificazione (rischio/beneficio), la storia anamnestica  e sintomi clinici del paziente.

Raccomandazione 2: eseguire una panoramica o una radiografia endorale

Le indagini radiografiche di I livello (ortopantomografia e radiografia endorale) sono ritenute metodiche di imaging adeguate nella identificazione e caratterizzazione delle anomalie di forma e struttura degli elementi dentari.

L’ortopantomografia, rispetto alla radiografia endorale, ha il vantaggio di rappresentare su un’unica immagine bidimensionale entrambi i mascellari. Non esiste evidenza clinica che supporti l’utilizzo della CBCT quale esame diagnostico iniziale.

Come sempre, l’utilizzo di una indagine 3D deve essere limitato ai casi in cui le indagini radiografiche di I livello non forniscono informazioni adeguate.

Nell’ambito della valutazione di un elemento dentario dismorfico la radiografia periapicale è obbligatoria in caso di trattamento endodontico per la diagnosi, trattamento e follow-up.

Raccomandazione 3: indagine 3D se la 2D risulta insufficiente

In presenza di anomalie dentarie di forma, quando l’imaging 2D risulta insufficiente a chiarire i rapporti anatomici dell’elemento dentario con le strutture anatomiche circostanti o quando bisogna meglio definire la struttura interna delle radici dentarie dismorfiche, si raccomanda l’utilizzo della CBCT.

In questi casi, in base al principio ALARA, l’imaging 3D CBCT deve essere il più mirato possibile per ridurre al minimo l’esposizione radiante al paziente e nel contempo ottenere la risoluzione spaziale ottimale.

Nel prossimo articolo vedremo le raccomandazioni in presenza di traumi dentali.

Come sempre lasciateci un Mi Piace se apprezzare il nostro lavoro!

Referenze

Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva

Chiudi il menu